alla pessima tv italiana.
Controllo dell'informazione
e persuasione dell'opinione pubblica:
questo e' il vecchio concetto di tv.
Lavoriamo allo sviluppo della nuova webTV
che condivide potere,informazione, energia.
di Enzo Di Frenna
Se proprio dobbiamo guardare la tv, allora che sia di qualita'. Personalmente, come spesso ripeto dal mio blog, la tv italiana e' infetta e diseducativa. Io non la guardo. E' scarsa di contenuti di valore. E' una tv imposta dall'alto. Ma le cose possono cambiare: io mi batto per una ecologia dell'informazione, soprattutto per i tanti giovani di questo Paese. Ed anche per le mamme e i papa' che desiderano un mondo migliore per i propri figli e non si rispecchiano nella cattiva tv italiana, che veicola modelli molto discutibili. Posso assicurarvi, siamo davvero in tanti a non poterne piu' di questa pessima tv italiana.
Come presidente di Netdipendenza Onlus sono impegnato in progetti e iniziative che possano limitare la dipendenza dagli schermi. E la tv che abbiamo in Italia, imposta da un cartello politico e finanziario, induce la passivita', il sonno delle menti, e cio' puo' favorire la dipendenza. Dunque, se proprio bisogna guardare la tv, allora che sia una tv di qualita'. Contribuiamo alla nascita di una web-televisione che migliora l'uomo. Una tv dove e' possibile scegliere i contenuti e produrre notizie dal basso, per una ecologia della mente e dell'ambiente. E' possibile sperare in questo paradigma? Si puo' credere che la web tv sia l'alternativa alla pessima tv di oggi? Io credo di si. La Rete appartiene soprattutto alle nuove generazioni: sono loro i principali protagonisti. Chi sceglie la Rete, a qualunque eta' anagrafica e specialmente i blogger, e' gente che pensa con la propria testa, cerca, s'informa. Gli utenti stanno dominando la Rete con una informazione prodotta dal basso e le grandi aziende si adeguano. Dunque, credo che web tv possa sposare una nuova filosofia: cultura e qualita'. Ci sara' comunque anche il peggio in Rete, e' certo. Ma chi vuole contenuti migliori li trovera'. Oggi, invece, sulla tv pubblica e privata non trova niente di interessante. E' una sfida interessante: voi che ne pensate?
Su questo sito gli italiani possono finalmente spiegare perche' sono stufi della pessima televisione italiana. Notizie false, quiz a tutte le ore, reality, storie strappalacrime, culi e tette, litigi e aggressioni in diretta per fare audiance. Che roba e'? E' tutta cosi la vita in Italia? Non ci sono storie interessanti? Il mio essere giornalista si ribella e rifiuta questa realta' imposta e studiata a tavolino. E' roba marcia, che fa male all'anima e alla mente. Non la voglio: lo metto nero su bianco. Dunque su questo foglio web gli italiani stanchi della spazzatura televisiva possono chiedere a gran voce che la Web Television prodotta dal basso si proponga, invece, come tv di qualita'. Prodotta dagli utenti, per un mondo migliore. Una tv intelligente, per noi e per il futuro dei nostri giovani.
Il mondo in cui viviamo lo hanno creato anche gli schermi. E gli schermi possono cambiarlo in meglio. Le grandi multinazionali che impongono modelli di sviluppo cosa sarebbero senza i milioni di schermi che per decenni hanno promosso i loro prodotti? Crescere, consumare, produrre. Per un certo periodo e' andata bene, ma ora le conseguenze sociali sono sotto gli occhi di tutti. La pubblicita', veicolata da milioni di monitor, ha contribuito a rendere fragile l'ambiente in cui tutti viviamo. Le aziende hanno una grande responsabilita', certo. Ma non sapevano guardare oltre. Ci sono case automobilistiche che per anni hanno pubblicizzato auto inquinanti, ed ora si convertono all'ambiente per vendere veicoli a emissioni zero. Ma nel cervello hanno ancora il profitto. Oggi commissionano spot di auto che sfrecciano sui mari, sulle colline, tra i monti innevati, ben sapendo che chi le compra le usa in citta'. Dovrebbero invece realizzare spot di auto elettriche, solari, che si muovono in citta' senza emissione e senza rumore. Questo significa guardare lontano. Significa capire che, se crolla tutto, anche loro non fanno pi profitti.
Ecco: bisogna cambiare modello di pensiero, partendo dal basso. Bisogna produrre contenuti sani, ecologici, e ora la Net Tv lo permette. La generazione del Terzo Schermo, a mio avviso, puo' determinare in Italia il cambiamento: i giovani devono studiare la tecnica televisiva (libri alla mano ragazzi!) per produrre (con pochi soldi) contenuti piu' interessanti. Lo chiamano citizen journalism (giornalismo partecipativo) o informazione dal basso. Video di pochi minuti, montaggio ben fatto, un tema interessante che fa riflettere. Io ho cominciato da pochi mesi, su Streamit.it, la prima web tv ad alta definizione inventata da ragazzi milanesi.
I primi esperimenti di web tv, nel mondo e in Italia, sono nati dall'impegno dei giovani. Predete l'esempio di Max Haot di Mogulus. Oppure i ragazzi di n3tv. O Tommaso Tessarolo che porta in Italia Current Tv. Sono tutti giovani. E scelgono la "free Net-Tv".
Gli italiani che non guardano piu' la tv tradizionale sono in forte aumento. Sono stanchi, perche' hanno poca scelta. Girano canale e trovano sempre gli stessi format: canzoni, lacrime e risse. Sempre le stesse facce. Il Moige (movimento italiano genitori) ha denunciato innumerevoli volte i programmi diseducativi, infarciti di modelli effimeri e litigiosi, che i giovani subiscono. E' materiale avariato. Roba che non aiuta a pensare.
L'Italia ha vissuto negli ultimi vent'anni un poderoso processo di inquinamento televisivo, che poi e' inquinamento mentale. A sostegno di questa tesi ci sono ricerche serie, come quella di 60 psicoterapeuti che hanno analizzato i contenuti della tv italiana: sono arrivati alla conclusione che e' ansiogena, diseducativa, stressante. Capite? Un tv malata genera persone malate. E in agguato c'e' anche il rischio videodipendenza, cioe' vivere passivamente incollati a uno schermo.
Se proprio dobbiamo vivere nel mondo degli schermi, allora veicoliamo contenuti sani, culturali, ecologici, spirituali, riflessivi, che mostrano il lato bello del mondo. Chiediamo a gran voce in Italia una web tv che tenga conto dell'ecologia dell'informazione. L'Italia ha un ruolo importante: dopo anni di tv mediocre imposta dall'alto dalle logiche politiche e di potere lobbista, ora possiamo cambiare. Il movimento per l'Informazione dal basso e' fatta di gente che ci mette la faccia. Attraverso Internet afferma: vogliamo una nuova tv.
Presidente Netdipendenza Onlus
enzodifrennablog.it
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vogliamolawebtv
guarda i video delle adesionisul canale You Tube (11)
Gianluigi Ferri, ceo Wireless
Gianni Armetta, editore Streamit
Alex Racis, operaio
Alfredo Rocca, cantautore
Michele F. Manganeli, Assodigitale
Valentino Spataro, avvocato
Bruno Perrotta, regista
Elena Carone, genitore e assessore
Giuseppe Vota, condut. radiofonico




















































































































